Quel che del Profeta spesso non si dice
Giugno 27, 2008
Come si è potuto constatare nella breve biografia di Maometto che si è tracciata nel precedente post, il comportamento dell’Apostolo di Allah tende spesso ad assomigliare a quello di un leader politico più che a quello di una guida spirituale. Questo perchè l’Islam, in modo mnolto maggiore di altri culti, si presenta fin da subito come una risposta “totale” ai bisogni dell’individuo, prendendo quindi connotazioni non solo religiose ma anche politiche, giuridiche, eccetera. Anzi, sembra che una condotta puramente pia e dedita all’ascesi fosse vista di cattivo occhio dal Profeta, che in un’occasione rimproverò un suo discepolo per il fatto di aver dato tutti i suoi averi ai bisognosi e per essersi dedicato in modo totale alla preghiera: questo comportamento era considerato da Maometto come una inutile “stravaganza” e se ne ha eco in [Corano; VI, 141]. E’ quindi degno di nota che una corrente puramente mistica come il Sufismo sia nata in seno ad un ambiente culturale anti-ascetico e iperlegalista qual’è l’Islam… e certo non stupisce che tale movimento sia stato (e sia tuttora) malvisto e perseguitato da buona parte dell’ortodossia musulmana.
Insomma, il fatto che l’Islam si presenti come qualcosa in grado di rispondere ad ogni necessità è causa di un sacco di problemi, come ogni persona può tranquillamente constatare; ma oltre a questa constatazione molto generale, rimangono le critiche verso lo stesso Maometto, riguardanti i suoi difetti personali… difetti tutti derivanti dalla sua debolezza a resistere alle proprie passioni.
Le Hadith (i detti del Profeta, testi non di diretta ispirazione divina ma parte integrante della legge islamica. Le più importanti sono Sahih Buckhari e Sahih Muslim) sono piene di riferimenti di natura sessuale, spesso grottesche. Alla luce di questi testi, vediamo che il paradiso dei musulmani è un luogo dove i maschi possono manifestare in piena libertà le loro pulsioni sessuali: oltre alle famose 72 vergini (che rimangono sempre tali indipendentemente dal numero di volte che le si… “utilizza”), viene fatto notare che in paradiso la potenza sessuale di un uomo è 100 volte superiore a quella a cui siamo abituati sulla terra (Mishkat al-Masabih, libro quarto, XLII, 24). Viene anche riportato che la forza sessuale del Profeta è comunque straordinaria anche sulla terra, 30 volte superiore a quella di un uomo normale (Sahih Bukhari 1:5:268), il che potrebbe giutificare il fatto che Maometto fosse in grado di possedere un gran numero di donne in una sola notte (la stessa fonte dice 8 o 11, a seconda delle diverse testimonianza). Il che comunque è nulla rispetto al profeta Sulaiman, che sempre secondo Buckhari era in grado di portarsi a letto 100 donne in una sola notte.
Se le Hadith Sahih possono essere anche solo parzialmente affidabili (e in fondo dobbiamo assumere che sia così, perchè – veri o falsi che siano – questi proverbi sono ritenuti autentici dalle stesse comunità musulmane, fatta eccezione per qualche eterodossia che rifiuta come non canonico tutto ciò che non è lo stesso Corano), possiamo concludere che l’Apostolo di Allah fosse una persona ossessionata dal sesso.
Un altro tasto dolente è la questione della clemenza verso gli altri. Innumerevoli sono le volte che il Corano incita alla pace tra credenti. Ma quando si tratta di non-musulmani, la questione cambia: se si ha a che fare con “popoli del libro”, ossia con monoteisti non islamici, gli si concede di continuare a professare la propria fede (in cambio di un “pizzo” da pagare, e di altre pressioni sociali). In ogni altro caso, il modello comportamentale è sempre lo stesso: combattere il politeismo con ogni arma a propria disposizione, e deporre le armi sono se il nemico si arrende e si converte. Vi sono numerosi riferimenti coranici, tra i quali citiamo i seguenti: (II:193) (II:216) (III:28) (IV:84) (IV:141) (V:33) (VIII:12) VIII:15-16-17) (VIII:60) (VIII:65) (IX:5) (IX:14) (IX:23) (IX:28) (IX:29) (IX:39) (IX:73) (IX:123) (XXV:52) (XXXVII:22-23) (XLVII:4) (XLVIII:13) (XLVIII:29) (LXIX:30-37).
L’Islam sembra non condannare la razzia e il saccheggio. Come potrebbe, quando il suo stesso profeta razziava e saccheggiava? Abbiamo già visto nel precedente post che per sostenere la crescente comunità di musulmani, le spedizioni a scopo di bottino non erano rare. La cosa è inoltre giustificata dllo stesso corano (cito la sura quarantottesima, versetti dal 18 al 20)
Già Allah si è compiaciuto dei credenti quando ti giurarono (fedeltà) sotto l’albero. Sapeva quello che c’era nei loro cuori e fece scendere su di loro la Pace: li ha ricompensati con un’imminente vittoria e con l’abbondante bottino che raccoglieranno. Allah è eccelso, saggio.
Allah vi promette l’abbondante bottino che raccoglierete, ha propiziato questa (tregua) e ha trattenuto le mani di (quegli) uomini, affinché questo sia un segno per i credenti e per guidarvi sulla Retta via.